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DOVE GLI IMMIGRATI FANNO BENE ALL'ECONOMIA

di Xavier Chojnicki, e Lionel Ragot, Categoria Immigrazione, / Internazionali, Data 02.05.2012

L'immigrazione è un tema caldo nella campagna elettorale delle presidenziali francesi. Ma se si guardano i dati, la Francia con i suoi 200mila ingressi l'anno è uno dei più chiusi tra i paesi avanzati. Eppure, non sono pochi i francesi che imputano le difficoltà a trovare lavoro proprio agli stranieri. Secondo gli economisti, invece, l'immigrazione non ha evidenti effetti negativi né sull'occupazione, né sul livello dei salari. E non sarà certo l'irrigidimento della politica migratoria che permetterà di risolvere i problemi di deficit di bilancio o di previdenza del paese.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • L'IMMIGRATO IRREGOLARE STRUMENTO DEL CAPITALE
    Nome: John Grande  Data: 07.05.2012

    Bellissimo articolo, ma si dimentica un piccolo particolare: il voler mettere gli immigrati in una situazione di irregolarità..l'immigrato regolare, solitamente, non abbassa lo stipendio dell' autoctono (anche se su questo si potrebbe discutere...), ma ovviamente l'immigrato irregolare è uno strumento necessario al capitale per il suo processo di accumulazione. il sistema della quote, insieme alle politiche repressive inaspritesi in Europa ancora di più dopo la Bossi-Fini (che ha fatto scuola...) per il sistema neo-liberista in un periodo di crisi acuta come questo, è diventata una necessità per mantenere il più basso possibile il costo del lavoro. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, un proletariato dei servizi sempre più povero e numeroso e un accentramento delle ricchezze sempre più vergognoso e inaccettabile!

  • Basta ipocrisia - Il saldo migratorio può essere anche negativo
    Nome: Palatinus  Data: 06.05.2012

    Gli ingressi sono 200.000 in Francia. È su questo dato che bisogna lavorare, non sul saldo migratorio, poichè il saldo migratorio può e dovrà essere negativo. Non è un obbligo di legge accogliere immigrati, l'Europa non è la caritas o un centro di accoglienza. E noi europei dovremmo ascoltare molto meno ciò che dicono statunitensi ed asiatici. E seguire Corea del Sud e Giappone, chiudendo all'immigrazione (99,99 % di coreani in corea del sud e 98,2 % di giapponesi in Giappone su 127 milioni di abitanti). E non è un caso che in Cina siano mono etnia, ovvero il 92 % della popolazione è Han (ed il restante 8 % è composto da minoranze di origine cinese). E la Germania capirà molto presto quanto l'immigrazione sia negativa e pericolosa, contrariamente all'incentivazione delle nascite dei tedeschi. Già molto socialisti come Sarrazin lo hanno compreso.

  • le pensioni all'estero
    Nome: Andrea  Data: 03.05.2012

    Un piccolo appunto: non state tenendo conto di tutti quelli che mandano fino al 80 per cento del loro stipendio nei paesi di origine (dove magari si vivrebbe bene anche con 350 euro al mese) in attesa di un "buen ritiro". Ogni anno, infatti, l'INPS paga all' estero pensioni per svariati milioni di euro che escono dal circuito della nostra economia. (NB: alcune di queste pensioni sono di italiani)

  • grazie!
    Nome: Giulia  Data: 02.05.2012

    grazie per la traduzione, veramente un testo chiaro e interessante.

  • Il numero dei posti di lavoro non è un dato fisso
    Nome: AM  Data: 02.05.2012

    Concordo in pieno. In Italia si pensa in generale che l'immigrazione non sottragga posti di lavoro agli italiani, ma poi stranamente le medesime persone sono favorevoli ai pensionamenti anticipati ritenendo che si aprano posti di lavoro per i giovani. Vi è in tutto questo un'evidente contraddizione.