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Commenti

QUANTO SOTTRAGGONO AL FISCO LE ESENZIONI PER GLI ENTI ECCLESIASTICI?

Categoria Question Time, / Fisco, Data 27.01.2011
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • ALTRI ENTI
    Nome: lugaro silvio  Data: 08.12.2011

    Per onestà da parte di tutti, vorrei sapere quant'è l'IVA non pagata da parte di partiti politici, sindcati ed onlus; perchè anche loro ricadono nell'elenco degli enti esentati dal pagamento ICI, come la Chiesa.

  • Diffusione del vostro articolo
    Nome: Tafanus  Data: 04.02.2011

    Ho pubblicato questo articolo sul Tafanus (ovviamente citando la fonte), con qualche considerazione di contorno. Complimenti per l'articolo. http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2011/02/quanto-costano-al-fisco-le-esenzioni-per-gli-enti-ecclesiastici-uninchiesta-de-lavoceinfo.html

  • per chiarezza
    Nome: Fabio Ceseri  Data: 02.02.2011
    Sono daccordo con chi scrive. Farei però presente che molti degli enti che cita, offrono alla collettività servizi che il pubblico (sopratutto per le povertà estreme), non riesce ad erogare.
  • appare come una "de-regulation"
    Nome: Marco Spampinato  Data: 02.02.2011

    Se si combina questa informazione con quella relativa al taglio dei contributi del 5 per mille (materia non facilissima, su cui lavoce.info ha pubblicato un altro articolo), si ha l'impressione che il governo stia sottraendo una parte della società alla sfera statuale, con esenzioni fiscali e tagli ai contributi volontari che lo Stato intermedia in modo trasparente (il 5 per mille ha questa piccola caratteristica). Il sospetto, non giudiziario (non sia mai! Quasi che la giustizia fosse la peste ...), è che si voglia creare o ricostituire una economia soggetta ad un regime fiscalmente deregolamentato o comunque fuori dall'ambito di azione (fiscale) dello Stato. Il menzionare attività not for profit come legittimamente esonerate dalle imposte mi sembra avere, spesso, poco senso. Il not for profit dovrebbe avere a che fare con i modi di redistribuzione degli utili (che ci sono!) e/o con la loro entità (per attività che non ne prevedono), ma giacché le imposte si pagano per godere di molti servizi pubblici (dalle strade, alle scuole, alla giustizia e così via), non si comprende la ratio di larghe esenzioni fiscali o di un vero e proprio arretramento dello Stato (in tempi di crisi).

  • date a Cesare..
    Nome: maiono  Data: 02.02.2011

    .. quel che è di Cesare. Perchè questi privilegi quando le scuole pubbliche cadono a pezzi?

  • Solito metodo italiano
    Nome: Paolo  Data: 01.02.2011

    Esenzioni: il solito metodo all'italiana, poi succedono imbrogli e pasticci. Propongo viceversa di dare sovvenzioni, in maniera corretta e precisa, pretendendo bilanci, resoconti delle attività, progetti ecc., ed effettuando verifiche precise. Le sovvenzioni poi possono non essere erogate, ma compensate in fase di versamento con F24, magari quando si paga l'ICI. Così è una cosa seria e chi imbroglia va in galera. Con l'esenzione generalizzata e grossolana, invece, nelle maglie larghe ci passano tutti.

  • Scusate se mi permetto un escursus storico ...
    Nome: Fabio Checchi  Data: 01.02.2011

    Molti hanno del risorgimento il ricordo dei libri di testo delle elementari, dove Garibaldi era un eroe e Cavour un benefattore. Pero', crescendo, bisognerebbe leggere testi ben piu' autorevoli e documentati, sia di "destra" che di "sinistra" (ma la Storia e' di destra ? o di sinistra ?). Non c'e' la possibilita' di una bibliografia ragionata, ma invito tutti i lettori de lavoce.info a scegliere un a.tore e un libro per tutti: "L'altro Risorgimento" di Angela Pellicciari

  • Fuoco di fila?
    Nome: Marcello Corongiu  Data: 01.02.2011

    A sollevare il tema dei privilegi del clero cattolico si finisce scottati o reietti. Il fuoco di fila a danno dell'autore e della testata ne è la prova. La logica di sussidiarietà non significa che ad un servizio sociale reso deve corrispondere un trattamento di favore. Lo Stato concede spesso vantaggi (privilegi) a compensazione della sua indaempienza istituzionale. Alle donne è concesso di andare in pensione prima in relazione all'incapacità di realizzare servizi reali di supporto alla famiglia (con buona pace di tutte le parole spese al riguardo). Agli enti ecclesiastici sono garantiti privilegi a fronte della mancanza di politiche di supporto della gioventù, degli indigenti, ecc. Siamo sempre al sistema ottocentesco della beneficenza. Chi si inalbera per queste indagini ci spieghi come mai la Commissione di revisione dell'aliquota, prevista dal concordato, non si sia mai insediata nonstante il gettito del'8x1000 sia pari a circa il 300% rispetto al suo scopo istituzionale (sostentamento del clero).

  • se i preti lavorassero...
    Nome: Anton  Data: 01.02.2011

    Se vedessimo preti lavorare, potremmo fare certe considerazioni, ma tutto quello che ha la chiesa è frutto di ruberie, estorsioni, truffe, fin dalle origini la chiesa cattolica ha falsificato documenti per appropriarsi di beni terreni. Mi riferisco alla famosa donazione di Costantino al papa Silvestro I risalente al 324 d.C, documento che si rivelò in seguito un falso. E quante "donazioni" per promessa di paradiso, basta fare un giro in rete senza paraocchi per trovare di tutto e di piu'.

  • IRRESPONSABILE ESENZIONE DEGLI ENTI ECCLESIASTICI!
    Nome: stefano manetti (stefanoviper49)  Data: 01.02.2011

    L' irresponsabile esenzione degli Enti ecclesiatici, che a mio giudizio sa un po' di compromesso storico, come quello elaborato da berlinguer più di trent'anni fa, crea notevoli danni alle entrate dello stato!