Logo stampa
 
 
 
Facebook.com twitter oknotizie FriendFeed
  Invia la notizia PDF dell'articolo

IL CLUB MED DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

di Maurizio Bovi 17.01.2012

Più che di Piigs dovremmo parlare di Club Med. È vero che Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna sono tutte state colpite dalla crisi dei debiti pubblici. Ma l'Irlanda ne è uscita per prima. E un altro paese, il Belgio, con un'alta evasione e un'alta propensione a generare debito pubblico, è sempre riuscito a venire fuori da complicati processi di consolidamento fiscale. Forse la differenza sta nel diverso livello di efficienza della pubblica amministrazione. Perchè le nazioni con burocrazie fragili hanno anche problemi di crescita economica e di credibilità.

Nessuno, tra i cosiddetti paesi Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), è stato risparmiato dalla crisi dei debiti pubblici. L’Irlanda, però, sembra esserne uscita prima e meglio degli altri. Quello che differenzia tra di loro i Piigs è il livello di efficienza della pubblica amministrazione e quello di evasione fiscale. Ne proponiamo qui un’analisi che tenta di chiarire parte dei recenti sviluppi economico-politici di quelle nazioni. (1)

LA BUONA BUROCRAZIA RIDUCE L’EVASIONE

Quando si propongono stime di fenomeni come l’evasione fiscale o la qualità della Pa, si deve ammettere subito che la qualità dei dati è al limite della decenza. Un modo di aumentare l’affidabilità dei risultati consiste nel discutere di classifiche e valori medi, piuttosto che di quantità puntuali. Organizziamo dunque in modo sensato i numeri a disposizione, cominciando con evasione e burocrazia. Si può immaginare che, a parità di aliquote tributarie, un settore pubblico onesto ed efficiente possa costituire un valido deterrente per gli evasori. Il contrario vale per una Pa corrotta che, oltretutto, potrebbe fornire servizi di qualità e quantità scadenti, accrescendo la voglia di evadere o di ricorrere a servizi in nero. Ciò potrebbe spiegare la distribuzione dei dati che si vede nella figura 1.

Figura 1: Evasione e Burocrazia (Institutional Setting) nei paesi PIIGS, in altri EZ e in altri OCSE

 

Legenda: l’indice burocrazia(=institutional setting) raggiunge il valore massimo di 20 se la Pa è perfetta (fonte: Fraser Institute). L’evasione fiscale(=shadow economy) è in % del Pil dichiarato (si tratta di calcoli fatti da me e da R. Dell’Anno su dati di F.Schneider). EZ=Paesi dell’Euro zona. I punti nel grafico sono valori medi del periodo 1990-2003.
La figura 1 mostra con chiarezza che un miglior apparato burocratico è associato a un minor livello di evasione. Si osserva anche che i Piigs sono tra i paesi con la maggior evasione e la peggior burocrazia. In effetti, però, l’Irlanda sembra un Piigs di razza diversa. Ricordiamoci anche la posizione “né carne né pesce” del Belgio. Poi ci tornerà utile.
Quando si parla di evasione e burocrazia non si può non parlare di fisco. Alcuni studiosi, infatti, hanno ipotizzato che tutte le variabili qui richiamate potrebbero essere interconnesse in un modo da generare due equilibri: se una nazione non riesce a raccogliere un sufficiente livello di tributi, allora non potrà finanziare una efficiente Pa che, a sua volta, non sarà in grado di arginare gli evasori e così via. La spirale inversa vale per la situazione “virtuosa” 

Figura 2. La Teoria dei Due Equilibri

 

Insomma, come da figura 2, i paesi tenderanno a polarizzarsi in due situazioni opposte. Qui mi concentro sull’equilibrio perverso.
Un primo sostegno empirico alla teoria dei due equilibri si ha dalla figura 1, mentre la seguente figura 3 confronta l’aliquota totale media a carico dei contribuenti onesti (cioè il rapporto tra il totale delle entrate del fisco e il Pil dichiarato) e l’evasione in quota del Pil dichiarato.  

Figura 3. Evasione e aliquota totale media nei paesi PIIGS, negli altri EZ e negli altri OCSE

 

Legenda: Tax-to-GDP = aliquota totale media a carico dei contribuenti onesti (cioè il rapporto tra il totale delle entrate del Fisco e il PIL dichiarato). Vedi anche la legenda della figura 1.

PIIGS O CLUB MED?

In linea con la logica dei due equilibri, la figura 3 sembra suggerire che maggiore evasione e alte aliquote non sempre vanno a braccetto. (2) Ciò vale specialmente se si confrontano le posizioni delle social democrazie nordiche con quelle della penisola iberica e della Grecia. Ancora una volta l’Irlanda appare un Piigs diverso. I paesi Piigs esclusa l’Irlanda, d’altronde, sono anche chiamati, ancor più sarcasticamente, “Club Med”. Fuori dal gruppo dei Piigs, si fa notare ancora una volta la personalità “borderline” del Belgio.
Tentiamo ora di inserire la crisi del debito sovrano nel predetto quadro. Si può ricordare, ad esempio, come l’Irlanda sia stato l’unico tra i Piigs a essere riuscito a trovare una soluzione alla crisi. Chissà, forse il fatto di avere istituzioni “non da Club Med” potrebbe averla agevolata. Qualcosa di simile si può dire per il Belgio. Storicamente, il Belgio è un paese sia con un’alta evasione che con un’alta propensione a generare debito pubblico. Eppure è finora sempre stato in grado di venire fuori da complicati processi di consolidamento fiscale. È un caso che la figura 1 ci informi che il Belgio ha una Pa migliore di quelle operanti nel Club Med?
Ma veniamo ai paesi del Club. È un caso che siano stati proprio i paesi in equilibrio perverso a finire nei guai non appena sono cominciate le crisi finanziarie internazionali? Alcuni economisti, invero, hanno evidenziato come le nazioni con burocrazie fragili hanno anche problemi di crescita economica e di credibilità. Qui si può aggiungere che a pagare la perversa situazione in cui si trova il Club sono soprattutto i loro cittadini onesti: forse è anche per questo che le forze per un cambiamento dall’interno sono insufficienti a farli espellere dal Club. Durante le crisi globali, tuttavia, alle spinte interne si aggiungono le pressioni dei mercati e delle istituzioni internazionali, per cui il mantenimento dello status quo potrebbe divenire semplicemente insostenibile. E con le dimissioni di Silvio Berlusconi, tutti i governi dei paesi del Club sono recentemente divenuti “ex”. La cronaca sembra quindi suggerire che, per uscire dalla crisi, indire nuove elezioni o formare governi tecnici era necessario. È anche sufficiente? Forse sì, almeno per quanto riguarda il consolidamento fiscale. Sono più scettico, invece, se ci si riferisce alla capacità dei paesi del Club di liberarsi dalla trappola in cui sono trattenuti. L’Italia, per dire, ha già avuto vari governi tecnici e alcuni di loro proprio all’inizio del periodo al quale si riferiscono i dati qui analizzati. Com’è andata a finire? Se da un lato i tecnici sono sostanzialmente riusciti a risolvere le peculiari emergenze per le quali erano stati chiamati (inflazione e riforma delle pensioni), l’evidenza dice che l’Italia è rimasto un degno appartenente del Club Med.



(1) Per saperne di più: Bovi M. & R. Cerqueti, (2009). “Why is the Tax Evasion so Persistent?,” Isae WP 111, Isae e Bovi M. & R. Dell’Anno (2010): “The changing nature of the OECD shadow economy,” Journal of Evolutionary Economics, Springer, vol. 20(1), 19-48. Un articolo simile è uscito sul sito imille.org.
(2) Si può anche notare che in Italia le Regioni meno tartassate (quelle del Sud), sono anche quelle con la maggior evasione. Anche in questo caso, forse, la cattiva governance pubblica può aver un ruolo (LINKBovi su lavoce.info 4 gennaio 2011).